A ottobre 2025 è stato pubblicato il 9° Rapporto nazionale sulla sharing mobility, che registra, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2025, un aumento della domanda in Italia, nonostante una riduzione dell’offerta, con meno veicoli, servizi e operatori attivi.
Il fenomeno, ad oggi, si trova nella fase di consolidamento. L’offerta resta concentrata soprattutto nelle grandi città, mentre nei centri minori (in particolare nel Centro-sud), la presenza è più limitata. Inoltre, molte amministrazioni hanno ridotto il numero di operatori attivi.
I numeri
Secondo il rapporto, i noleggi annui complessivi di vehiclesharing in Italia raggiungono i 60 milioni. Negli ultimi 10 anni il settore ha attraversato una fase di stabilizzazione e consolidamento. Il segmento più rilevante è il monopattino-sharing, che continua a crescere e rappresenta il principale driver della domanda, con un 50% dei noleggi totali. Le percorrenze totali di questo servizio hanno raggiunto i 200 milioni di chilometri.
Nel tempo è stato sviluppato lo Sharing Mobility Meter, uno strumento che misura la diffusione dello sharing nei principali capoluoghi italiani, attraverso quattro indicatori: varietà dei servizi disponibili, numero di veicoli per abitante, numero di noleggi per abitante, tasso di rotazione giornaliero dei veicoli. I risultati vedono:
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Roma come la prima città per numero di noleggi totali;
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Bologna è la città con più noleggi per abitante;
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Milano è la città con più veicoli a disposizione per abitante;
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Brescia ha il migliore tasso di rotazione dei veicoli.
Tra i principali benefici della sharing mobility emerge la qualità ambientale delle flotte, spesso superiore a quella delle auto private. Il 94% della flotta complessiva è a zero emissioni, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria. Inoltre, i mezzi condivisi sono generalmente più leggeri e occupano meno spazio urbano, favorendo un uso più efficiente dello spazio pubblico e migliorando la viabilità e la mobilità urbana. L’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility è stato promosso a partire da settembre 2015 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
L’obiettivo è sostenere e promuovere il fenomeno della sharing mobility in Italia, attraverso una piattaforma di collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, operatori di mobilità condivisa e il mondo della ricerca.


