
Per tre cittadini su cinque consumare in modo sostenibile costa troppo.
Dal greenwashing alle truffe online, dalle bollette alla riparazione: il I Rapporto civico sul consumerismo sostenibile fotografa le nuove vulnerabilità dei consumatori. Cittadinanzattiva propone una nuova Carta dei diritti del cittadino-consumatore.
Consumare in modo sostenibile è una scelta sempre più sentita, ma nella pratica a limitarla sono spesso prezzi, difficoltà di accesso ai servizi, scarsa trasparenza delle informazioni e rischi digitali.
Il dato forse più significativo riguarda la distanza tra sensibilità ambientale e possibilità concreta di trasformarla in una scelta di consumo. Il 65,6% dei cittadini considera i problemi ambientali una vera emergenza, ma il 58,7% indica il costo dei prodotti sostenibili come il principale ostacolo a consumi più responsabili. Il prezzo emerge dunque come uno dei fattori più rilevanti nel passaggio dalle intenzioni alle scelte effettive, mostrando come la sostenibilità non possa essere affidata alla sola responsabilità individuale del consumatore.
Con la sua quinta tappa termina il tour di teatro civico e d’improvvisazione dedicato alla sostenibilità e alla lotta allo spreco organizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con Areamista APS.
L'appuntamento è per il 9 settembre, ore 21:00, presso l'Arena Eden - via Guadagnoli n.2
Il Primo Rapporto sul consumerismo sostenibile, realizzato da Cittadinanzattiva, nasce dall’esigenza di offrire una lettura aggiornata delle trasformazioni che stanno investendo il ruolo del cittadino-consumatore nella transizione ecologica e digitale.
Il Rapporto propone una lettura integrata del consumerismo sostenibile come spazio di intersezione tra consumi sostenibili ed economia circolare, difesa dalle frodi, cittadinanza ed educazione digitale, qualità e accessibilità dei servizi, protezione dei diritti e partecipazione civica.
A cosa servono le certificazioni, come funzionano? Sono utili per i consumatori? Cosa è il marchio Made Green in Italy? Ne parliamo con Costanza Gabbrielli dell’Istituto di Management, Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant'Anna di Pisa